PRS - PIAZZA STREMBO (TN)
2023-In corso
Arredo urbano
Riqualificazione urbana
Strembo (TN)
Una piazza che le persone attraversavano senza fermarsi. Oggi è tornata a essere uno spazio di permanenza. Viabilità, sicurezza e identità in un equilibrio leggibile e sostenibile nel tempo.
Quando lo spazio pubblico perde il suo ruolo
IL PRIMO IMPATTO
Quando sono andato a vedere la piazza per la prima volta, sono rimasto colpito da tre elementi: il forte dislivello, la presenza di edifici storici che la circondano e, al centro, un manufatto in cemento molto tormentato che, insieme alla viabilità, aveva progressivamente eroso lo spazio della piazza vera e propria.
In quel momento ho capito che non si trattava di una semplice sistemazione urbana, ma della necessità di ridare equilibrio a uno spazio pubblico, restituendo centralità ai pedoni e alla vita collettiva.
La piazza era diventata soprattutto un luogo di attraversamento e manovra, mentre aveva tutte le potenzialità per tornare a essere uno spazio vissuto, riconoscibile e identitario.
Un dialogo costruttivo con l'Amministrazione
IL CLIENTE
La committenza era l'Amministrazione comunale di Strembo. La piazza aveva perso nel tempo la sua funzione di spazio vissuto, diventando principalmente un luogo di attraversamento. Il progetto nasceva dall'esigenza di restituire identità e funzionalità a uno spazio pubblico centrale.
Un intervento del genere richiede mediazione continua: tra cittadini, tecnici comunali, soprintendenza. Tra sicurezza, identità, vivibilità. Il mio ruolo era governare quella complessità con un metodo chiaro, senza perdere di vista l'obiettivo.
Equilibrio tra funzioni e identità
LE SFIDE
Fin dall'inizio il lavoro è stato impostato partendo dall'equilibrio tra viabilità e spazio pubblico. Le sfide erano molteplici:
- Trovare un equilibrio reale tra parcheggi e spazio pubblico,
senza contrapporli;
- Gestire il dislivello come opportunità, non come problema;
- Garantire sicurezza dei pedoni, separando chiaramente gli
spazi di manovra;
- Lavorare sulla memoria storica senza retorica;
- Intervenire in un piccolo centro abitato senza risultare
estranei o invasivi ;
Il dislivello, in particolare, è stato trasformato in un sistema di percorsi e gradoni che non solo risolvono la quota, ma diventano una gradonata naturale per concerti, eventi e momenti di vita collettiva, come il tradizionale concerto estivo della banda.
Tra viabilità e identità
LA RICHIESTA
Il bisogno iniziale espresso era quello di una riorganizzazione della piazza, in particolare rispetto alla viabilità e ai parcheggi.
Dietro questa richiesta, però, è emerso rapidamente un bisogno più profondo: restituire alla piazza un ruolo identitario, legato alla memoria storica ma capace di essere vissuto nel presente.
Nei pressi della piazza c'è una fontana storica, la canalina, oggi marginale e non più in esercizio. Questa, assieme alla figura di Giovanni Battista Righi, sono diventati due elementi centrali: non come memoria passiva, ma come occasioni per costruire uno spazio pubblico vivo, non solo di passaggio ma di permanenza.
Pochi materiali, segni forti
LE SCELTE PROGETTUALI
Abbiamo scelto di non ragionare per compartimenti stagni, ma di costruire una gerarchia chiara dei percorsi. L'anello indistinto che circondava la piazza è stato superato individuando due viabilità principali e relegando le altre a percorsi di servizio, con sezioni via via più ridotte.
Questo approccio ha permesso di recuperare spazio per la piazza vera e propria e di attribuirle un significato più forte.
La scelta progettuale è stata quella di utilizzare pochi materiali e pochi segni, forti e riconoscibili, coerenti con il contesto dei piccoli centri trentini. La canalina diventa fulcro dello spazio pedonale protetto, non un oggetto decorativo fine a sé stesso.
Un'attenzione particolare è stata dedicata all'equilibrio tra superfici permeabili e impermeabili, non solo per la gestione delle acque meteoriche, ma anche per la gestione invernale della neve.
Il progetto dialoga inoltre con altri interventi urbani nelle vicinanze, costruendo una continuità riconoscibile lungo il percorso che collega la piazza con la zona della chiesa.
Cambio di scala, stesso approccio
IL RISULTATO
Il progetto ha ottenuto tutte le autorizzazioni della Soprintendenza e degli enti competenti ed è ora in fase di sviluppo esecutivo. Per me rappresenta un momento importante di riflessione sullo spazio pubblico e sul modo di intervenire in contesti tradizionali con un linguaggio contemporaneo, misurato e rispettoso.
È un progetto che segna un cambio di scala rispetto al lavoro sull'edificio, ma utilizza lo stesso approccio: leggere il contesto, lavorare per sottrazione, costruire equilibrio.